Laboratorio di storia di Rovereto
3 di 7
Immagine intro progetto1
Un filo di seta per la Vallagarina
aprile 2021 - dicembre 2022

Il progetto "Un filo di seta per la Vallagarina" nasce da un accordo di programma della Comunità della Vallagarina con le Amministrazioni di Rovereto, Villa Lagarina ed Ala per valorizzare un patrimonio storico, architettonico e ambientale che si è strutturato nei secoli grazie alla lavorazione della seta. L'obiettivo è finalizzato a restituire alla comunità e ai visitatori occasionali una sorta di "mappa" per orientarsi nella storia della principale attività manifatturiera e commerciale della Vallagarina in età moderna, che ha segnato i destini sociali, economici ed urbanistici di tutto un territorio.

Le testimonianze della lavorazione della seta sono numerose e ancora oggi ben visibili, sia negli edifici deputati alla produzione che in quelli costruiti dalle famiglie imprenditrici con i ritorni economici derivanti dall'attività serica. "Un filo di seta per la Vallagarina" è un'occasione per meglio riconoscere e riappropriarsi di queste testimonianze. 

Nel 2019, grazie ad una Convenzione, il Comune di Rovereto ha affidato in gestione al Laboratorio di storia di Rovereto il Filatoio Colle Masotti.

Dopo un lavoro di pulizia interna che lo ha reso agibile, la prima apertura è stata fatta nell'agosto 2020, quando il Laboratorio di storia di Rovereto, costituitosi formalmente tra il 1989 e il 1990, ha celebrato con una serie di iniziative il trentesimo di vita, tra cui una mostra delle proprie attività allestita all'interno del Filatoio. 

Il Filatoio Colle Masotti è l'unica testimonianza leggibile non solo all'esterno ma anche all'interno rispetto ai 38 filatoi torcitoi censiti a Rovereto negli ultimi decenni del '700, tutti progressivamente destinati ad altre funzioni, in prevalenza a carattere residenziale.

Il filatorio/torcitoio Colle Masotti, unitamente all'annessa filanda  e casa commerciale strutturano nel loro insieme un "setificio", comprensivo delle diverse fasi di lavoro della seta, ad esclusione di tintura e tessitura.

Per questa ragione il Laboratorio ha deciso in accordo con l'Amministrazione comunale di farne sede permanente di un momento espositivo sulla lavorazione della seta.

Il Laboratorio di storia, per dare una prima concretezza al progetto "Un filo di seta per la Vallagarina", nel corso del 2021 ha ideato e allestito tre mostre espositive sulla lavorazione della seta che in un continuum ideale, muovendo dal Filatoio di Piazzo e passando per Colle Masotti si chiudevano a Palazzo Taddei ad Ala.

In un ideale percorso unitario e coerente queste tre mostre aiutano a comprendere le varie fasi dell'attività serica, agrricola e manifatturiera: la coltivazione del gelso nelle campagne e l'allevamento del baco; la trattura, svolta prima nelle case rurali e poi nelle filande; la filatura/torcitura nei filatoi "alla bolognese"; fino alla tintura e tessitura.

Restituito alla città, il Filatoio Colle Masotti è ora meta costante di visite individuali e di gruppo.

Mostre
Un filo di seta per la Vallagarina. Mostra espositiva Colle Masotti Rovereto
2 luglio - 15 agosto
2021

Il "setificio" Colle Masotti
La mostra allestita a Colle Masotti ha privilegiato tre aspetti.
Il primo riguarda questo filatoio nel contesto del quartiere di San Tommaso (attuale Santa
Maria), un quartiere in cui nel Settecento operavano complessivamente sei filatoi, tutti mossi
dalla forza idraulica alimentata dalla Roggia Paiari e dove erano presenti anche delle filande e
importanti case commerciali. Una mappa del quartiere con l'evidenza di queste realtà produttive
accoglie i visitatori nella sala del filatoio, dove insisteva il primo albero per la filatura/toricitura.
Il secondo aspetto privilegiato da questo punto espositivo è il funzionamento di un filatoio
torcitoio idraulico.
Il terzo aspetto evidenziato dalla mostra riguarda un piccolo squarcio sull'attività della famiglia
Colle, tenuto conto che il filatoio fa parte del complesso immobiliare e imprenditoriale di questa
famiglia, costituito dalla filanda (funzionante originariamente a fuoco e dal 1833 a vapore) e dalla casa familiare
che fungeva oltre che da residenza, da casa commerciale e da magazzino.
Filanda, filatoio/torcitoio e casa commerciale strutturano nel loro insieme un "setificio",
comprensivo delle diverse fasi di lavoro della seta, ad esclusione di tintura e tessitura.

Un filo di seta per la Vallagarina. Mostra espositiva al filatoio di Piazzo di Villa Lagarina
2 luglio - 15 agosto
2021

Il filatoio di Piazzo è stato aperto nei primi anni dell'800 ed è stato chiuso dopo pochi decenni di attività.

Si tratta di una testimonianza di valore europeo perchè è uno dei pochissimi esempi  di filatoio/torcitoio contenente all'interno l'albero destinato alla filatura torcitura della seta con le sue incastellature e alcuni piani di lavoro ancora integri.

Dopo la conclusione dei lavori di restauro, nel 2008 il filatorio è stato riaperto in occasione della mostra.

I contenuti espositivi hanno privilegiato la prima fase della produzione di un filo di seta: la coltivazione del gelso nelle campagne diffusasi nel corso del Cinquecento, l'allevamento del baco e la fase della trattura del filo bava.

Un precedente filatoio/torcitoio era stato aperto a Nogaredo nel 1625 per volere del Principe Vescovo di Salisburgo Paride Lodron, cui faceva riferimento la giurisdizione lodroniana in destra Adige.

 

Un filo di seta per la Vallagarina. Mostra espositiva ad Ala
2 luglio - 15 agosto
2021

Tessitura dei velluti ad Ala
Nella mostra allestita a Piazzo, accanto alla filatura, è stato privilegiato l'allevamento del baco. A
Rovereto il processo di filatura e torcitura.
Ad Ala il processo di lavorazione della seta si chiude con la tessitura.
Ala è appunto conosciuta come un importante centro di produzione dei velluti, con un periodo di
massima produzione nel corso del Settecento, ma anche ad Ala erano in funzione filatoi/torcitoi e
filande, che, rispettivamente, precedono e seguono o quanto meno accompagnano la fase della
tessitura.
La mostra mette in evidenza i mutamenti demografici, urbanistici e sociali favoriti dalla
produzione dei velluti, con le dinamiche anche conflittuali interpretate dai diversi portatori di
interesse (vellutai, mercanti "capitalisti", Comunità).
La mostra si chiude con la testimonianza dell'ultima filanda rimasta in funzione ad Ala fino alla
metà del Novecento, quasi a chudere un percorso iniziato qui e in Vallagarina quattro secoli prima.