Laboratorio di storia di Rovereto
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Rassegna cinematografica
8mm di storia.
Rovereto dagli anni Venti agli anni Ottanta nei film d'autore e amatoriali
Auditorium Melotti, Corso Bettini 43
Rovereto (TN)
Dal 6 ottobre, ore 17:30
al 8 ottobre 2021, ore 23:00

Rassegna cinematografica nelle serate del 6-7-8 ottobre con intervento introduttivo "Open families. Immagini perdute, visioni ritrovate" di Marco Bertozzi, docente all'università IUAV di Venezia, il 6 ottobre alle ore 17.30 presso la Sala conferenze Mart.

Nel novembre 2007 una folla strabocchevole riempì l'audiorium Melotti per assistere alla proiezione di una serie di film realizzati fra gli anni Venti e gli anni Sessanta su Rovereto e i suoi abitanti: quarant'anni di storia fissati e conservati su pellicola e mai prima d'allora mostrati su grande schermo. Sul programma di sala di quelle quattro serate (Pellicole. Dall'archivio cinematografico roveretano) si leggeva: "Nell'archivio ci sono solo pellicole dal piccolo formato 8mm al professionale 35mm perché la città rappresentata è quella della celluloide, che finisce con l'avvento del magnetico. È una città industriale e industriosa, che sale, che sa di salire, che vuole mostrarsi, che vuole riprendersi e fissarsi in pellicola, usando con intelligenza promozionale il nuovo mezzo. (...) Le macchine da presa, anche le piccole 8mm, pesano e costano, costa la pellicola, costa lo sviluppo, costa il proiettore. Solo le famiglie della ricca borghesia, quasi sempre legate al mondo dell'imprenditoria, possono permettersele e ne fanno un uso pubblico e privato a scopo di autoaffermazione: perché quel cinema è un mezzo esclusivo ed escludente, inflessibile, che nulla spartisce con la democraticità della fotografia".
Da allora, e sull'onda del successo di quella iniziativa, molti altri documenti cinematografici sono confluiti negli archivi della Biblioteca civica e della Fondazione Museo civico passando dal Laboratorio di storia di Rovereto: ancora storie di famiglia e d'impresa (i fondi Lenner e Jacob), di associazioni (la Sat, il Motoclub "Pippo Zanini", la Quercia), altri film aziendali (Marangoni e Volani), documentari realizzati dal Cine Club Rovereto e dalla stessa amministrazione comunale, e poi, soprattutto, molto cinema domestico, che prende piede dopo il 1968, quando anche la pellicola si arrende alla democrazia dell'immagine e si apre al grande pubblico.
Questa nuova rassegna prende le mosse esattamente da dove le prese Pellicole, cioè dagli anni Venti del secolo scorso, con i film celebrativi dei due grandi eventi cittadini del decennio l'arrivo della Campana dei Caduti (1925, regia di Luca Comerio) e la costruzione della Centrale idroelettrica del Ponale (1929, regia di Silvio Pozzini) e si chiude con un videoclip punk (1989, autodiretto), che segna anche la fine di questa storia cinematografica settantennale e del cinema amatoriale su pellicola. In mezzo, tante e tante storie di soggetti pubblici e privati (alcune già viste in precedenza e riproposte per la loro unicità), incastonate in una sequenza cronologica (anni Venti/Quaranta, Cinquanta/Sessanta, Settanta/Ottanta) costruita attorno a tre nuclei tematici: le riprese di Alessandro Lenner, i bambini, la montagna.
Nessun intento nostalgico ha suggerito, allora come oggi, di procedere in questo lavoro di recupero e valorizzazione della memoria filmica della città, al fondo di esso c'è soltanto l'idea che la ricerca storica, così come da sempre l'ha intesa il Laboratorio di storia di Rovereto, non può fare a meno di quanto hanno prodotto la fotografia e il cinema nel loro sforzo di raccontare e mostrare, eternandola, la vita degli uomini e delle donne che recitano in quel teatro immaginario e immaginifico, dolce e crudele, che è la Storia.     
Buona visione!

Il Laboratorio di storia di Rovereto